Contact | Web Site | Facebook | Flickr | Models | Limited Edition | Interviews | Exhibitions | Ask me. Tell. Opinionate. Love!
WORKS
Spaces |
Authenticity and imperfection | A point moving on a crooked curve | Ordinary but strange | My summer spent chasing the lights |
So deep, grainy and so dark | Young Hearts Fail |
Other Sections
Publications | Editorial |
Shoot for VICE Magazine | Pills | Events
Sorrise come soltanto i veri timidi sanno sorridere. Non era la risata facile dell’ottimista né il rapido sorriso tagliente dei testardi ostinati e dei malvagi. Non aveva niente a che fare col sorriso equilibrato, usato di proposito, del cortigiano o del politicante. Era il sorriso strano, inconsueto, che sorge dall’abisso profondo, buio, più profondo di un pozzo, profondo come una miniera profonda, che è dentro di loro.
Ernest Hemingway - Di là dal fiume e tra gli alberi
Sono andato a rivedere e risfogliare i libri degli autori che ho amato. Don DeLillo, Palahniuk, Ellis, Dos Passos, Fitzgerald, Roth. Ho persino sfogliato un paio di libri di Melville. Per dire la totale apertura mentale ho cercato anche qualcosa di Andrea De Carlo, lo scrittore (per modo di dire) dal musetto ingrigito. Niente, ovviamente. Io finora, questo finissimo e musicale periodare l’ho trovato solo in Hemingway.
“Sorrise come soltanto i veri timidi sanno sorridere. Non era la risata facile dell’ottimista né il rapido sorriso...