Forse una crepa, o un’infiltrazione
(wittgenstein.it)
comunque io basta che vedo un poco di culo su tumblr e clicco sul cuore in automatico.
mentre mi leggo il nyer sul kindle. son soddisfazioni…“L’ultimo e orrido cattivo pensiero è che mentre gli stati uniti faranno una rivoluzione vera, dove fra 10 anni di carta di giornali ce ne sarà poca ma ci sarà giornalismo, salvato da giornalisti open minded e da soggetti imprenditoriali del web impregnati di cultura democratica (la stessa Huffington), noi saremo qui: i giornalisti di oggi saranno stati prepensionati o avranno raggiunto il Nirvana, i blogger pontificheranno al loro posto, gli imprenditori avranno venduto un po’ di start up alla Telecom o le avranno quotate. In Italia i figli dei giornalisti faranno i giornalisti, come i figli degli avvocati gli avvocati e i notai e i medici. Insomma mediocrità, per qualcuno aurea, ma mediocrità. La rete, intanto, sarà stata imbragata da leggi repressive, e ridotta a una piattaforma televisiva con sondaggi interattivi. Pochi geek vivranno in un’altra dimensione, separati dalle “masse” come da sempre sono stati gli intellettuali italiani.”—
Vittorio Zambardino, “Giornalismo allo Iab: ovvero di un dibattito vecchio che si potrebbe far meglio” (via ludik)
“Goodbye, Lenin!” - Wolfgang Becker (2003)
Il muro che oggi avrei voluto sfondare è quello della retorica, celebrativa e pompata a mille, della caduta del muro di Berlino. Mi ritrovo, invece, a consigliare la visione di questa pellicola. Un invito rivolto a chi non ha avuto modo di apprezzare il film di Becker e a chi - come me - avendolo già apprezzato, sente il bisogno di gustarlo ancora.